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Finalmente il libro che racconta sistematicamente come religioni e filosofie abbiano tentato di rispondere a tale domanda dall’antichità ai giorni nostri:

ALTRI DÈI, di Andrea B. Nardi, Eumeswil Edizioni


(http://www.eumeswiledizioni.info/index.php?page=shop.product_details&flypage=shop.flypage&product_id=45&category_id=14&manufacturer_id=0&option=com_virtuemart&Itemid=43).

Un viaggio fra teorie e pensieri misconosciuti, un linguaggio affascinante, un’avventura unica nel panorama editoriale contemporaneo del noto romanziere e saggista (www.andreanardi.it).

Ordinabile online qui

oppure nelle Librerie Feltrinelli.

ALTRI DÈI di Andrea B. Nardi
Se Dio è buono, allora perché?
Viaggio tra le dottrine che non credono nell’amore di Dio.
Eumeswil Edizioni


Finalmente un libro che risponde alla domanda fondamentale che tutti quanti ci poniamo per l’intera vita: se Dio è buono, allora perché consente il male?

Questo libro di Andrea B. Nardi è costituito da circa 143 pagine di introduzione e da tre pagine di libro vero e proprio. E, per quanto possa sembrare bizzarro, va bene così.

L’introduzione è, in sostanza, una serie di schede sulle diverse risposte date dall’umanità – prevalentemente, ma non solo, dall’umanità cosiddetta “occidentale”, ovvero “greco-mesopotamico-ebraico-cristiana” – a una domanda non da poco: se una divinità esiste, e se questa divinità pare pensabile solo come potentissima, magari onnipotente, e fondamentalmente orientata al bene, com’è che il mondo è pieno di male? Nardi non scheda tutte le soluzioni – ci vorrebbe un’intera biblioteca – ma certamente le più significative per noi e per il nostro tempo; e il testo ha il pregio della semplicità, sia d’esposizione sia di lessico, della precisione, e soprattutto della passione. Perché si sente bene, si vede bene, che per Nardi la questione è una questione vitale. Si sente bene, si vede bene, che Nardi non fa qui collezionismo teologico, ma cerca di capire con quali carte ci si gioca la vita: tutta la vita, anche eventualmente quella eterna.

Dalla risposta a questa domanda enorme, infatti, dipende la risposta a un’altra domanduccia: se la creatura sia libera o no (dico “la creatura” e non “l’uomo”, perché la domanda può essere posta non solo sull’uomo, ma anche sul mondo intero, o sulle altre creature quali gli angeli, i demoni, gli animali, i vegetali, i virus eccetera). Infatti, stringi stringi, pare che secondo buona parte delle tradizioni il male sia stato generato da un atto di libertà. Lucifero poteva starsene lì a lodare il dio in eterno: usò la libertà, e cercò fortuna in altro modo. Eva poteva astenersi dal frutto dell’albero proibito: usò la libertà, e convinse anche Adamo a usarla, con le conseguenze che sappiamo. È legittima quindi un’altra domanda: che relazione c’è tra la libertà e il male?

E qui si arriva, dopo le 143 pagine d’introduzione, alla sostanza del libro. A quelle tre paginette pudicamente confinate in “Appendice”, nelle quali Nardi scrive un’ipotesi di risposta alle tre domande di cui. Un’ipotesi appuntata, scrive Nardi, per un eventuale “futuro studio”. E l’ipotesi è, semplicemente: si è liberi solo se non si può scegliere.

Questo libro riporta, nelle prime pagine, una breve storia. Tre condannati, due adulti e un bambino, vengono impiccati. I due adulti muoiono in fretta, il bambino agonizza mezz’ora. Tra le persone costrette ad assistere allo spettacolo, una dice: “Dov’è dunque dio?”. E un’altra risponde: “È lì, appeso a quella forca”. Si può leggere questa storia nichilisticamente: il dio è morto, l’hanno impiccato, e buonanotte al secchio. Si può leggerla cristianamente, ricordando che Gesù disse: “Qualunque cosa avrete fatto a questi piccoli, l’avrete fatta a me”, e immaginando il dio tutto impegnato ad allestire per quelle povere persone il più confortante dei Paradisi.

Si può leggerla anche, e forse è il modo più misterioso, pensando che solo l’agonizzante, al quale più nessuna scelta può essere offerta, gode di una libertà paragonabile a quella che attribuiamo al dio.

Giobbe, privato di tutto e reso quasi agonizzante, fece cattivo uso della sua ultima residua possibilità di scelta: poteva interrogare, e scelse di interrogare. E fu così insistente e petulante da meritarsi uno dei più impressionanti cazziatoni di tutta la storia dell’umanità: il dio spostò una nube di qua e una nube di là, si affacciò dall’alto dei cieli, e disse: “Io sono il dio, e pertanto faccio quello che voglio. Chi sei tu per chiedermi conto?”. Mentiva, naturalmente, il buon dio, mentiva per bontà, per non terrorizzare Giobbe: egli, infatti, il dio, poiché è libero, non può scegliere, non ha nessuna scelta, e quindi nemmeno vuole, letteralmente, nulla. Onnipotente, ottuso e impavido abita nel cielo – e, per un amore incomprensibile, non abbandona gli umani.

Giulio Mozzi

Un Mare di Pagine – seconda edizione

Si tratta di un’occasione unica per far interagire l’intera cittadina e i suoi turisti col mondo dell’editoria e della cultura.

Infatti tutta l’area pedonale del paese accoglierà stand espositivi di editori, totalmente offerti dal Comune che si accolla ogni spesa comprese le tasse del suolo pubblico: gli editori non pagano nulla.

Nell’ambito della manifestazione vi saranno anche incontri con gli autori, dibattiti, conferenze, presentazioni di libri. Patrocinato dal Comune di Diano Marina (IM), l’evento durerà da giovedì 15 a domenica 18 maggio. Tra gli autori ospiti ci saranno Andrea B. Nardi (Eumeswil), Marino Magliani (Longanesi), Franz Krauspenhaar (Fazi), Beppe Sebaste (Einaudi Stile Libero), Marco Archetti (Feltrinelli), Fabio Cestelli (Rai-Eri), e altri, oltre a conferenze fra giornalisti sui temi dell’informazione.

ulteriori notizie sul sito del Comune di Diano Marina

Giornalisti e complotti

ottobre 31, 2007

3643.jpgFinalmente un libro scientifico smonta le castronerie nelle tesi complottiste dell’11/9

C’è un gruppo di pseudo giornalisti italiani – cui si uniscono anche arruffapopoli vari, tipo un comico riciclato ormai non più capace di far ridere – i quali si sono resi conto d’essere profondamente ignoranti e professionalmente incompetenti. Siccome, però, la vita è dura e occorre trovare il modo di guadagnarsi un qualsiasi stipendio, questi signori, incapaci a creare di un prodotto di qualità hanno pensato bene di specializzarsi nella vendita di una merce scadente, avariata, contraffatta. Sono i professionisti del giornalismo spazzatura, gli esperti della truffa intellettuale, i perecottari della notizia: mentre da altre parti nel mondo (università, istituti di ricerca, think tank, riviste geopolitiche) ci sono studiosi liberi intenti ad analizzare seriamente i problemi, questi ceffi si crogiolano nel proprio mercinomio di falsità che procura loro un bel mucchietto di soldini. Sono i degni colleghi dei giornalisti di gossip che vivono su pettegolezzi falsi e maldicenze infondate pur di guadagnarci sopra il proprio miserabile reddito.

Tuttavia questi giornalisti sono peggiori poiché trattano argomenti ben più importanti e moralmente seri, e lo fanno facendo credere d’essere competenti, anzi, molto astuti, indipendenti, i veri saggi interpreti della realtà, gli unici a capire i segreti della vita. Esattamente come i truffatori.

I nomi sono parecchi, tutti intenti a pubblicare libri e articoli infarciti sempre e soltanto dei medesimi luoghi comuni, gli unici che possono procurar loro un po’ di fama marcia: gli Usa sono in Medio Oriente per il petrolio (non vedendo che il petrolio da sempre è già degli Usa, perché il petrolio arabo viene ovunque sondato, estratto, raffinato, e commerciato solo dalle compagnie americane, le uniche in grado di farlo), Israele è uno Stato imperialista (non conoscendo la storia della Palestina dall’antichità a oggi), la guerra in Irak è stata un fallimento (cosa che verrà giudicata dalla storia, ma che di certo riguarda non la sconfitta di un dittatore guerrafondaio ma una guerra civile fra Sciiti e Sunniti), e, per ciò che ci riguarda in questo articolo, la più grande bufala mai spacciata: gli attentati dell’11/9 non li ha commessi Al-Qaida bensì la Cia.

Lilly Gruber con America anno zero e Giulietto Chiesa con Zero sono solo due esempi di ammassi di luoghi comuni privi d’ogni fondamento culturale, dettati solo da arrivismo professionale e assenza di moralità. Beati loro che con queste fandonie hanno trovato il modo di arricchircisi… Noi moriremo poveri ma crediamo alla verità, agli ideali, alla ragione, e combatteremo sempre i truffatori.

Oggi finalmente qualcosa si contrappone a questi millantatori, ed è l’ultimo libro di Massimo Polidoro, 11/9 La cospirazione impossibile, edito Piemme. È un’inchiesta corale sulle ipotesi di cospirazione legate agli attentati dell’11 settembre 2001, e vede i contributi degli esperti del CICAP oltre che di alcuni pesi massimi come Umberto Eco, Piergiorgio Odifreddi, James Randi e Michael Shermer, oltre a vari scienziati ed esperti internazionali. Nel mondo circolavano già libri così, ma questo è il primo scritto in Italia.

Era ora: dopo tanti libri bufale sulle teorie di complotto, adesso debutta un libro di sbufalamento (debunking, se preferite il termine inglese); in oltre 360 pagine d’indagine e di verifica delle teorie complottiste e della loro psicologia, La cospirazione impossibile si occupa di decine delle più diffuse teorie cospirazioniste smontandole a una a una.

Un testo fondamentale da consultare e tenere in biblioteca.

dal sito cicap.org

il sito di massimopolidoro

Andrea B. Nardi

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