Fuga dal Sahara
Aprile 16, 2008
Dopo la presentazione in anteprima lo scorso fine settimana alla prima Fiera del Libro di Modena,il libro “Fuga dal Sahara” di Sauro del Dotto, edizioni Il Molo, sarà presentato a Viareggio giovedi 10 aprile alle ore 21 presso la sede dell’Ascom di Viareggio, a cura del Presidente della Confesercenti Graziano Giannessi. Un avventura in terra d’Africa di un arruolato nella Legione Straniera.
Un libro autobiografico dell’autore, anche se romanzato, che nel 1957, appena diciottenne, scappò di cassa con un amico “ per uscire dal conformismo, per ribellione, per allontanare i problemi del quotidiano”. Il loro piano di fuga in realtà prevedeva di girare per il mondo: “ Ci ritrovammo a Marsiglia – racconta – , volevamo solo imbarcarci per lidi lontani, ma un gendarme francese ci fermo’ per un controllo e noi scappammo impauriti, eravamo minorenni.
Fu nello scappare che ci ritrovammo ad entrare nell’edificio della Legione Straniera. Il reclutatore in realtà cercò di dissuaderci ma inutilmente. E fu cosi’ che finimmo a combattere nella guerra di Algeria”. Da questa esperienza personale nasce il libro di Sauro del Dotto. Una miscellanea di fantasia e realtà, dove la sopravvivenza del protagonista è messa a dura prova ogni giorno, ma dove trova spazio anche un grande amore per una ragazza berbera, durato piu’ di un anno. Dalla lettura del libro emerge una Legione Straniera come “ madre affettuosa che accoglie tra le sue braccia mortali chi non riesce a risolvere altrimenti i guai di tutti i giorni, dove mimetizzati da un’uniforme a autorizzati al terrore, uomini di cento nazioni si muovono un una terra di conquista senza pudori, né sentimenti né emozioni”. Il protagonista-autore riusci’ a fuggire, e “ scappare fu un odissea – afferma -, attraversando a piedi il deserto del Sahara, sopravvivendo per due lunghi mesi di soli datteri e della poca acqua che si riusciva a trovare”. Perchè ha scritto questo libro? “ Per essere di aiuto ai giovani – ha risposto – per insegnare loro che scappare dai problemi non serve”.
Letizia Tassinari
nella foto l’autore a 18 abbi con la divisa della Legione StranieraIl nuovo libro di Romano Battaglia, “Incanto”
Aprile 5, 2008
E’ stato presentato alla Capannina di Franceschi del Forte dei Marmi, con la collaborazione della Rizzoli Libri, e alla presenza del Sindaco Umberto Buratti e dell’Assessore alla Cultura Giuliana Cecchi, il nuovo libro di Romano Battaglia, “Incanto”.
Un libro che racconta di un momento incantato, quello della guarigione di Maria Rosa, la giovane donna, creatura fragile e profondamente depressa, che cerca conforto alle sue sofferenze ritirandosi a pregare in una chiesa.
“All’uscita, le viene incontro un cane, Melampo, che sembra invitarla a seguirlo e la conduce in un casolare isolato in aperta campagna in mezzo al grano.
Qui vive un anziano contadino che dopo aver ascoltato le pene della giovane con le sue parole di uomo a suo modo poeta e filosofo riesce a far ritrovare in un solo giorno la strada persa dalla giovane nel suo dolore per un amore perduto e a farle riconquistare la serenità.
Quando il giorno dopo la protagonista tornerà alla casa del suo ospite per ringraziarlo non troverà piu’ nulla”.
Cio’ che la donna ha vissuto è stato un incanto. Il contadino è stato il riflesso dei suoi sogni e desideri . Raffaele Morelli, il grande conoscitore dell’anima, ha illustrato l’ultima opera di Romano Battaglia, sottolineando quanta saggezza ci sia nella storia narrata, che peraltro è vera, nascendo da una storia vissuta e raccontata all’autore dalla protagonista stessa.
” Il disturbo della depressione che tanto affligge le generazioni di oggi, visto come patologia non da aggredire, né con i farmaci né con la psicoterapia – ha affermato – ma da “curare” con la saggezza della natura, delle cose semplici, delle parole piene di amore di un vecchio contadino”. Vecchio e saggio filosofo che forse è solo il desiderio inconscio della protagonista stessa di guarire, o forse è Dio. Un libro che si legge in un’ora, ma sul quale è obbligo fermarsi e riflettere. Un libro che ama la natura, le vecchie tradizioni, “dove gli occhi devono saper cogliere le cose inaspettate, in un mondo sempre piu’ artificiale dove le cose semplici sono sempre piu’ difficili da apprezzare”.
Letizia Tassinari
NERO DI LUNA di Marco Vichi
Gennaio 13, 2008
Presentata a Viareggio da Divier Nelli alla Biblioteca Comunale nel Palazzo delle Muse, l’ultima fatica dello scrittore Marco Vichi , nato a Firenze nel 1957 e residente nel Chianti: NERO DI LUNA, edito da Guanda. Il libro è un racconto noir che ha per protagonista uno scrittore, Emilio Bettazzi, scrittore di Firenze che va ad abitare in una grande casa di campagna, convinto che nella splendida campagna del Chianti, tra Firenze e Siena, riuscirà a scrivere un romanzo.
Fin dai primi giorni cominiciano pero’ ad accadere strane cose: nelle lunghe passeggiate tra i sentieri delle colline circostanti strane voci provenienti da una ville abbandonata, dove molti anni prima si era consumata una tragedia familiare, catturano la curiosità del protagonista che, in un continuo intrecciarsi di vicende terribili, lo portano a scoprire inquientanti verità dimenticate o nascoste. Un romanzo notturno rischiarato dal chiarore della luna, ambientato in un paesaggio incantevole, il Chianti, descritto mirabilmente e con amore.
Quell’amore che solo una persona come Marco Vichi che ci vive veramente da anni puo’ avere.
Ho letto tutti i suoi libri con passione. Catturata dalla sua fantasia.
Ma nessuno mi è piaciuto come questo.
Dall’inizio alla fine mi sono convinta che la storia non fosse inventata, ma che l’autore raccontasse una storia veramente accaduta, a lui stesso. O, forse, ho voluto credere che cosi’ fosse. Autobiografico? ho chiesto a Marco…. ” Non rispondo” ha affermato l’autore…
Lasciando nel dubbio sia me che tutti i presenti, almeno quelli che come me avevano gia’ letto il libro. Bravo Marco…se davvero si tratta di una storia inventata, frutto solo della tua fantasia, la mia domanda è il complimento piu’ bello che uno scrittore possa ricevere.
