Harmonia Ensemble : D.D.E.E. Dieci Danze Erotiche Eretiche
agosto 14, 2008
L’ultima fatica del gruppo Harmonia Ensemble è il cd D.D.E.E. Dieci Danze Erotiche Eretiche.
Ultima fatica ma primo cd interamente prodotto da loro,per la prima volta le musiche sono composte da un componente del gruppo , Orio Odori che nello scriverle le ha pensate “cucite” addosso ad Harmonia .
Tratto dal loro sito :
Bésame
Muérdeme,
incéndiame,
que yo vengo a la tierra…
Pablo Neruda
Un fiume etrusco scorre sotto le mie finestre, il suo viaggio archeologico di suoni mi ha donato lontani ritmi di vita in cerca di amore. Di sensualità. Il fiume estrusco è eretico nel riproporre i suoi canti. Ci ha accolto, per donarci la sorgente…
Ho quasi sempre composto la mia musica avendo come riferimento il modo di suonare di musicisti che mi hanno colpito, sia per le caratteristiche del timbro che per il fraseggio. Anche questo lavoro, pensato fino dalla prima nota per Harmonia Ensemble, è molto condizionato dalla ricerca, dalle esperienze e dagli incontri che con i musicisti del gruppo abbiamo vissuto, e con i quali ci siamo confrontati nei nostri quindici anni passati insieme. Devo dire anche che ho pensato a delle danze perché l’esperienza di Banda Improvvisa ha reso la mia musica movimento collettivo: dei musicisti, del pubblico e mio. Ho iniziato la composizione di ciascuna di queste danze, partendo da una matrice ritmica a parer mio di atmosfera tribale. Sopra questo colore ritmico ho voluto elevare le melodie come generatrici e sostegno della forma, liberandole da qualsiasi vincolo formale, per dare al canto la massima autonomia e potere narrativo. Scrivo seguendo sempre un’emozione, cerco la magia della musica, voglio la mia musica semplicemente evocativa, escludo qualsiasi elemento intellettuale.
Il racconto è affidato al canto. Scrivo musica per donare elementi perché possano stimolare doni da raccontare. Scrivo ogni brano come se fosse l’ultimo, vivo ogni momento come se fosse l’ultimo, amo ogni volta come se fosse l’ultima. In tutte queste ultime volte voglio trovarmi, e tentare di raccontarmi.
Orio Odori
Track List:
| 1 | Orio Odori | Danza Prima |
| 2 | Orio Odori | Danza n. 2 |
| 3 | Orio Odori | Elichona |
| 4 | Orio Odori | Kilyx con Ganimede |
| 5 | Orio Odori | Danza n. 5 |
| 6 | Orio Odori | Stasimos |
| 7 | Orio Odori | Sud |
| 8 | Orio Odori | Janus e Carna |
| 9 | Orio Odori | Hammam |
| 10 | Orio Odori | Volo dal V Canto |
spettacolo al femminile molto speciale ………
luglio 13, 2008
RECITAL
Parte I
LE AMERICHE DEL NOVECENTO
Frammenti di un’epoca :
L’America Meridionale fra colto e popolare
HEITOR VILLA-LOBOS-Alma Brasileira, Choros n.5
ELIZABETH BOSSERO- Obsecion
CARRENO HILDA MARIA TERESA- Valsa de la Teresita
Pianoforte:ALESSANDRA GAROSI
Parte II
TERESA
ELEGIA voce recitante-pianoforte
“Teresa” è un’elegia musical-narrativa in cui si immagina che Teresa Wilms Montt, chiusa nella sua stanza dell’Hotel Montaigne di Parigi, ripercorra nel ricordo, a voce alta e ogni tanto recitando propri brani poetici e narrativi, la propria vita errabonda di donna coraggiosa, di scrittrice profonda e geniale, di ribelle e di rivoluzionaria, di moglie delusa e di amante appassionata, di femminista precoce e di madre ferita.
E’ ancor giovane, ma è convinta che la vita le abbia dato ormai tutto, la gioia e il dolore, la creatività poetica e la delusione materna, l’amore e la solitudine, la musica e il pianto.
Teresa, la cui storia è intensa e passionale, ha in sé la musica che naturalmente esce dalle sue poesie. Teresa è il bel canto e i ritmi sudamericani, il Cile popolare e il romanticismo decadente, è l’amore per la vita e il coraggio di viverla, anche nella morte.
Musiche di Heitor Villa Lobos, Ernest Nazareth, Elizabeth Bossero,
musica popolare cilena, secondo elaborazioni di Alessandra Garosi
Testo di STEFANO BECCASTRINI
Voce recitante:LORELLA SERNI
Pianoforte:ALESSANDRA GAROSI
CHI E’ STATA TERESA WILMS MONTT
Nata nel 1893 a Vina del Mar (Cile), Teresa Wilms Montt
è stata una delle più grandi scrittrici del Novecento latinoamericano.
Fin dall’adolescenza fu innamorata della vita, dell’amore, della poesia e della musica: ribelle, femminista, impegnata nel movimento anarchico e socialista, viaggiò il mondo (Buenos Aires, New York, Madrid, Parigi) dopo esser fuggita dal Cile, ove la famiglia di suo marito l’aveva fatta rinchiudere in convento.
Ovunque si recò, attirò su di sé passione e ammirazione, segnando con la sua elegante e fascinosa presenza gli ambienti culturali- sia sudamericani che europei – che andavano aprendosi all’avanguardia letteraria e politica.
Le pesò molto la lontananza forzata dalle due amatissime figlie.
Le reincontrò fugacemente, dopo molti anni di distacco, a Parigi nel 1920. Fu l’ultima volta: da allora, la gran voglia di vivere, di amare, di scrivere di Teresa si spense.
Ella si recluse volontariamente in una stanza dell’Hotel Montaigne,
ove alfine decise di uccidersi, con una forte dose di veronal.
Morì dopo esser stata inutilmente ricoverata all’Ospedale Laennec:
era la vigilia di Natale del 1921.
E’ sepolta nel cimitero parigino di Pére Lachaise.
“La tua canzone si leva con monotona cadenza, o vita,
ed essa esalta il mio desiderio di morte.
Il silenzio estende il suo cristallo opaco dentro l’anima,
ove giace una passione ormai spenta…”
Teresa Wilms Montt
Lorella Serni, attrice, e Alessandra Garosi, pianista,
si incontrano per dare vita a letture musicate, un genere di spettacolo inusuale, dove il testo e la musica interagiscono e si intrecciano, sino a raggiungere un’unica espressione.
Nate da esperienze classiche (Lorella Serni con Bottega Teatrale Vittorio Gassman
e Alessandra Garosi col Conservatorio “Luigi Cherubini” e Bloomington University,
Paolo Rio Nardi e Georgy Sebok), hanno sempre affrontato la vita di spettacolo con curiosità, cimentandosi in vicende artistiche non sempre canoniche.
All’interesse di Lorella per la musica e lo studio mai della recitazione come fusione del verbo con il ritmo, Alessandra ha risposto con l’amore indiscusso per la poesia e la recitazione.
Da questo incontro è nata una magia che non è dettata solo dallo spessore professionale delle artiste, ma anche dall’ antico desiderio di far parte l’una della disciplina dell’altra.
I loro recital spaziano dalla Divina Commedia a testi di opere di poesia e drammaturgia contemporanea.
Stefano Beccastrini, medico-pedagogista, ha sempre accompagnato la propria carriera professionale, umanisticamente e con successo professata, con la passione per la comunicazione, la scrittura e le arti dello spettacolo (è autore di molti libri di storia del cinema e di teoria e tecnica della comunicazione nonchè di vari testi teatrali e teatral-musicali).
Appositamente, e amorevolmente, per Alessandra e Lorella, Stefano Beccastrini, buon conoscitore del Cile e della sua cultura, ha scritto questo oratorio laico dedicato alla poetessa cilena Teresa Wils Montt.
Esso è risultato, alfine, perfettamente in sintonia con la cifra stilistica del lavoro che le due artiste hanno forgiato nel tempo.
DUO SERNI/GAROSI
Spettacoli attualmente in programma:
DANTE ALIGHIERI
INFERNO
Musiche di Leonardo da Vinci, Alfredo Casella e Alessandra Garosi
L’OTTOCENTO
Testo di Giacomo Fanfani tratto da poesie e racconti del sec.XIX
Musiche di Bartòk, Debussy, Prokofiev, Stravinsky
RICCARDO RICCARDI: “L’uomo delle isole”
Testo e musiche di Riccardo Riccardi.
TERESA
Testo di Stefano Beccastrini
Musiche di Villa-Lobos, Bossero, Nazareth
per informazioni sul RECITAL scrivere ad ALESSANDRA GAROSI - a.garosi@inwind.it
Musicisti, petizione.
novembre 16, 2007
Al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministero delle Finanze e al Ministero dei Beni Culturali.
Gentile Presidente, Le scriviamo per segnalarLe una gravissima ingiustizia tributaria che da molti anni si perpetua ai danni dei musicisti che – come noi – esercitano la loro professione nell’attività concertistica. Per ogni concerto tenuto in Italia, la legge ci obbliga a versare all’Enpals una percentuale del nostro cachet, e anche gli enti organizzatori devono pagare un’ ulteriore quota. In totale, per ogni nostro concerto vieneversato all’Enpals più del 30% del nostro cachet, ma, in pratica, nessuno di noi avrà mai diritto alla pensione da parte dell’ Enpals. Infatti, la legge prevede che la pensione per la nostra categoria professionale venga erogata dopo almeno 20 anni di contributi, e per raggiungere un anno occorrono 120 giornate lavorative. Poichè generalmente un concerto viene conteggiato come una giornata contributiva, per raggiungere un anno di contributi sarebbero necessari circa 120 concerti effettuati in Italia con regolari contributi versati. Per raggiungere la quota necessaria per la pensione, ossia 20 anni, sono quindi necessari 2400 concerti effettuati in Italia: un traguardo che nella storia della Repubbica Italiana forse nessun concertista classico è mai riuscito a raggiungere. Infatti la nostra professione prevede che i concerti siano preceduti da un lungo periodo di preparazione (che l’Enpals evidentemente ignora), e per di più molti di noi svolgono la propria attività principalmente all’estero, la quale si solito non rientra nei conteggi Enpals. Noi versiamo ogni anno all’Enpals molto di più delle trattenute previdenziali di gran parte degli impiegati statali, e, se la legge non cambia, non solo non avremo mai la pensione pubblica, ma neanche ci verrà restituita l’enorme cifra versata invano.
Alcuni di noi hanno chiamato il call center dell’Enpals per chiedere chiarimenti, e ci è stato confermato quanto sopra, e addirittura gli stessi impiegati Enpals ci hanno suggerito di provvedere in proprio ad una pensione privata, visto che altrimenti resteremo senza. Questa è solo una delle varie ingiustizie che subiamo da parte del Fisco italiano: tra Enpals, ritenuta d’acconto, Iva e altre trattenute, più del 60% dei nostri cachet è versato in tasse. E, sia all’estero che in Italia, spesso costiamo agli organizzatori molto di più dei nostri colleghi stranieri, i quali godono di molte agevolazioni che a noi non sono concesse. Chiediamo, dunque, le seguenti modifiche alla normativa che regola la tassazione della nostra attività:
- L’abolizione del limite minimo di 120 giornate contributive annuali per ottenere il diritto alla pensione . La pensione, come già avviene nella maggior parte degli altri paesi europei, deve essere proporzionale
alla somme versate all’ Enpals, e indipendente dal numero di giornate contributive. – L’introduzione di un regime fiscale speciale per i musicisti professionisti, che tenga conto delle caratteristiche essenziali della produzione del reddito;
– la possibilità di ottenere il modulo E 101, come per i nostri colleghi stranieri; il recupero totale delle tasse pagate all’estero;
– l’introduzione di meccanismi di detrazione fiscale degli oneri sostenuti, quali le spese di trasferimento e soggiorno.
La ringraziamo per la Sua preziosa considerazione, augurandoci che con il Suo aiuto sia possibile risolvere al più presto questa paradossale situazione, che per molti versi è contraria ai principi della Costituzione Italiana. Seguono firme. (Per firmare cliccate qui ).
