Parole e musica in terrazza
giugno 5, 2009
Parole e musica in terrazza è il titolo della stagione estiva che si aprirà dal 5 giugno al CleroClub, il caffè letterario ideato da don Angelo Mannina, sito in via Calcedonio Giordano 2 (trav. Via Ammiraglio Rizzo). Il calendario che si svolgerà en plein air prevede concerti jazz, presentazioni di libri, attività teatrali e mostre, in un fittissimo quadro di eventi che si alterneranno fino alla fine di luglio. 
Il primo appuntamento è previsto per venerdì 5 giugno alle ore 19,15.
Avrà luogo la presentazione del volume di poesie, sciarade e divertenti aforismi I forti dell’anima del giovane esordiente palermitano Gabriele Di Maggio, edizioni Pungitopo. Presenteranno il libro la professoressa Benedetta Mannino (Università di Potsdam) e il dott. Claudio Mancuso (Università di Urbino). Saranno presenti l’autore e l’editore. Leggerà una selezione di brani tratti dal volume l’attore Giuseppe La Licata, la lettura sarà accompagnata da un sottofondo musicale. A tutti i partecipanti sarà offerto un aperitivo.
L’autore: Gabriele Di Maggio, nato a Palermo nel 1972 è un informatico (pentito) alla sua prima pubblicazione. Amante della natura, innamorato dell’Amore, affezionato agli amici, ama il calcio e la scrittura.
Il libro: I forti dell’anima è il volume nel quale Gabriele Di Maggio propone, attraverso divertenti sciarade, poesie musicali e ariosi aforismi, l’amore nelle sue diverse declinazioni esistenziali. Si avverte infatti, leggendo questi getti di parole, il passaggio rapido ed intenso dall’emozione leggera di una comunicazione affettiva a quella più profonda di un sentimento espresso nel dolore e nell’immaginifica anzianità. Ed ancora, impressiona l’attenzione e lo straordinario intreccio sintattico fra titolo e strofa che possiede il carattere di un gioco a sorpresa. La raccolta si qualifica come un elaborato assimilabile ad un tempo ludico ed insieme di ricercato studio di contenuti.
Info: commissione.artistica@cleroclub.it, tel: 091/2739265, cell: 3460288969, oppure consultare il sito: www.cleroclub.it
Sandro Teti Editore annuncia la III edizione de Il Grande Archimede di Mario Geymonat
novembre 17, 2008
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Il grande Archimede
III edizione

Mario Geymonat
collana Historos
pag. 128 - € 16
isbn: 978-88-88-249-23-0
Sandro Teti Editore annuncia la III edizione de Il Grande Archimede di Mario Geymonat,
in tutte le librerie dal prossimo 20 novembre
Il Grande Archimede di Mario Geymonat, già vincitore del premio letterario Corrado Alvaro 2006, è un testo affascinante dal quale trapela un ritratto moderno e pragmatico di questo grande scienziato. Per anni interpretato come campione di uno strenuo rigorismo, Archimede, spirito intelligente e aperto, ritrova in queste pagine la forza del suo pensiero attraverso la lettura delle fonti coeve e dei suoi scritti. Al genio di Archimede sono dovuti il calcolo esatto del rapporto fra la circonferenza e il diametro del cerchio (il famoso pi greco) e fra la sfera e il cilindro, uno studio approfondito della spirale, una inedita misurazione del peso specifico (“Éureka, Éureka”), l’indicazione di numeri straordinariamente grandi. Lo scienziato siciliano fu pure un ingegnere straordinario, come dimostrò costruendo macchine che fecero la gloria della sua città: la nave Siracusana, la vite a chiocciola a flusso continuo, le catapulte e altri imponenti congegni di difesa. Ucciso barbaramente da un soldato romano nel 212 a.C, su Archimede hanno scritto pagine memorabili Plutarco, Vitruvio, Livio, Cicerone e molti altri, che Mario Geymonat riporta in traduzione. L’introduzione ad opera di Zhores Alferov, Premio Nobel per la Fisica nel 2000, e la prefazione di Luciano Canfora, editorialista del “Corriere della Sera”, segnalano ancor di più l’autorevolezza di questo libro, candidatosi a divenire uno degli strumenti di approfondimento più adatti per una riflessione esaustiva sugli aspetti più inediti e intriganti di uno degli scienziati più originali della storia.
Il libro sarà protagonista della Fiera della piccola e media editoria di Roma
Mario Geymonat, latinista dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, è autore di importanti edizioni filologiche, in particolare del poeta Virgilio, e di numerosi saggi critici pubblicati in Italia e all’estero. Ha pubblicato, fra l’altro, il palinsesto veronese della traduzione latina degli Elementi di Euclide e, da ultimo, uno studio su Virgilio e la scienza.
Incontri letterari alle Giubbe Rosse-Firenze
novembre 8, 2008
INCONTRI LETTERARI ALLE GIUBBE ROSSE
a cura di Massimo Mori
mercoledì 12 novembre 2008 alle ore 17
Giuseppe Panella della Scuola Normale Superiore di Pisa
Francesco Solitario dell¹Università di Siena/Arezzo, presentano il libro di poesie:
CANTO DEL MIO DIRE
di
Benedetto Di Pietro (edizioni ŒPrometheus)
Dire del mio canto
non rimuove i silenzi
fissi nella gola,
Di Pietro si proietta inarrestabilmente in una dimensione e in un assoluto di canto. Il suo intento, largamente confessato sin dall¹inizio, è quello di liberare attraverso la poesia il proprio spazio di osservazione e di giudizio.
In collaborazione col Sindacato Nazionale Scrittori
Perché Stalin creò Israele di Leonid Mlečin
novembre 6, 2008

Dalla prefazione di Leonid Mlečin
“Tutti coloro a cui ho sottoposto il manoscritto di questo libro, che ringrazio per le loro preziose osservazioni, mi hanno consigliato di pensare a un titolo diverso, obiettando che furono le Nazioni Unite e non Stalin a creare Israele. Sono tuttavia convinto che se non fosse stato per Stalin, probabilmente uno stato ebraico in Palestina non sarebbe mai sorto. La decisione del dittatore sovietico, oltre a determinare il destino dell’attuale Medio Oriente, ha influenzato la storia politica dell’Unione Sovietica e degli Stati Uniti.
Questo punto di vista è sostenuto da centinaia di documenti segreti provenienti dagli archivi sovietici e ora raccolti in due importanti pubblicazioni: Le relazioni sovietico-israeliane. 1941-1953, a cura del Ministero degli affari esteri della federazione Russa, e Il conflitto mediorientale. 1947-1956 pubblicato dalla Fondazione internazionale “Democratija”.
Ora siamo finalmente in grado di mettere a confronto le note del Ministero degli esteri dell’URSS, i telegrammi cifrati degli ambasciatori, i verbali dei colloqui dei Ministri degli esteri e le registrazioni del Comitato Centrale del PCUS con le memorie di politici e diplomatici, protagonisti di quei drammatici avvenimenti.
Possiamo così finalmente rispondere al quesito più importante: “Perché a Stalin serviva Israele?”, “quali piani aveva in serbo per il Medio Oriente? Perché, in seguito, la politica sovietica in Medio Oriente mutò in modo così radicale e repentino? Quali conseguenze ebbe questo cambio di rotta per l’URSS?
Questo libro non è dedicato a Israele ma alla politica sovietica in Medio Oriente“.
Leonid Mlečin
Perché Stalin creò Israele
Leonid Mlečin
traduzione di Svetlana Solomonova
prefazione di Luciano Canfora
introduzione di Enrico Mentana
Collana: Historos
pag. 216 − €17,00
ISBN: 978-88-88-249-20 9
Perché Stalin creò Israele è il nuovo titolo scelto dall’editore Sandro Teti per Historos, collana ideata per la conoscenza e la comprensione della Storia senza limiti cronologici e geografici. L’uscita dell’opera coincide con il sessantesimo anniversario della nascita dello stato di Israele. Il libro verrà presentato in occasione di “Più Libri Più Liberi”, la Fiera della piccola e media editoria in programma a Roma dal 5 all’8 dicembre. La traduzione è di Chiara Spano, la prefazione di Luciano Canfora, mentre l’introduzione è curata da Enrico Mentana.
Il libro
“Perché a Stalin serviva Israele? Quali piani aveva in serbo per il Medio Oriente? Perché, in seguito, la politica sovietica in Medio Oriente mutò in modo così radicale e repentino? Quali conseguenze ebbe questo cambio di rotta per l’Urss?”.
Leonid Mlečin
29 novembre 1947. L’Assemblea delle Nazioni Unite si riunisce per approvare la Risoluzione 181, il piano di spartizione della Palestina. Al voto contrario del Regno Unito si oppone il consenso degli Stati Uniti e dell’Unione Sovietica. Perché quel giorno venne presa quella decisione? Perché Stalin creò Israele? Attraverso un imponente lavoro di documentazione, il giornalista russo Leonid Mlečin indaga uno dei momenti più importanti della storia del Novecento. Con piglio avvincente l’autore ripercorre i passaggi salienti della politica estera sovietica nella gestione dei rapporti in Medio Oriente a partire dal 1917. Reperti originali e in parte inediti, materiale d’archivio del Politbjuro, del Comitato centrale del Partito comunista, dei servizi segreti e del Ministero degli Esteri dell’Unione Sovietica, telegrammi cifrati degli ambasciatori, memorie di politici e diplomatici che hanno vissuto da protagonisti quei cruciali avvenimenti. A riemergere è il progetto strategico di Stalin, finalizzato alla costituzione di un presidio sovietico nelle zone calde del Medio Oriente. Questo testo, scorrevole nella lettura, si presenta come un importante strumento di approfondimento conoscitivo tanto per gli studiosi specialisti, quanto per chi è interessato alla questione mediorientale e intende guardare oltre i recenti sviluppi.
Leonid Mlečin
Nato nel 1957, è giornalista, scrittore, storico e corrispondente della rivista “Novoe Vremja”. È Autore e conduttore di trasmissioni televisive di informazione, attualità e analisi politiche sui temi più importanti della storia del Novecento. Ha scritto diversi libri – E. Primakov, L. Brežnrv, I presidenti del KGB, I ministri degli Esteri, Morte di Stalin – e romanzi gialli tradotti in inglese, giapponese, spagnolo, polacco e altre lingue dell’ex Unione Sovietica.
“Occhio alle merendine” – libro rivelazione grazie allo SCHIFEZZOMETRO, lo strumento per difendersi dal cibo spazzatura
ottobre 25, 2008
“Occhio alle merendine”, del Dr. Gabriele Buracchi,
è il libro rivelazione dell’anno grazie allo SCHIFEZZOMETRO,
lo strumento per difendersi dal cibo spazzatura
Comunicato stampa
Giovedì 30 ottobre, ore 15,30,
Sala della Miniatura, 3° piano
Palazzo Vecchio – Piazza della Signoria, 1 – Firenze
su proposta della IV Commissione Consiliare
presieduta dalla Dr.ssa Susanna Agostini
Quante “schifezze” ci sono negli snack? I fuoripasto fanno ingrassare? Fanno male alla salute?
Tortine, bibite e patatine rimpinzano, ma sono sani? Si è interrogato sull’argomento il professor Gabriele Buracchi, docente di psicobiologia della nutrizione (facoltà di Medicina di Pisa), che ha trovato anche un simpatico metodo per catturare l’attenzione di mamme e bambini.
È nato così lo SCHIFEZZOMETRO, un cd-rom allegato al volume “Occhio alle merendine”, scritto dal Dr. Buracchi, pubblicato da Bracciali Editore.
Merendine, bibite gassate, chewing-gum, non sono davvero alimenti “sani” e “naturali”, come sostiene la pubblicità, che tranquillizza le mamme. Con l’originale calcolatore è facile conoscere la capacità ingrassante di un prodotto (panciometro ), la sua pericolosità in rapporto alle sostanze chimiche contenute (schifezometro ), e il prezzo al chilo (risparmiometro ).
Da molti anni la comunità scientifica internazionale e il Ministero della Sanità hanno cercato di mettere
in guardia l’opinione pubblica sullo stretto rapporto tra il consumo eccessivo di cibo spazzatura e la sempre più evidente epidemia di sovrappeso ed obesità (1 bambino su 3).
Questi prodotti sono pericolosi non solo perché ingrassanti, ma perché contengono un gran numero di
sostanze nocive: grassi idrogenati, coloranti, emulsionanti e molte altre sostanze chimiche che hanno una pesante ricaduta sulla salute fisica e psichica.
Il CD ha anche una valenza didattica dato che si presta particolarmente ad essere usato come un gioco che genitori e figli possono fare assieme, divertendosi, per imparare quali sono i danni prodotti dal “cibo spazzatura”.
“Occhio alle merendine” si presenta inoltre in modo propositivo, in quanto offre valide alternative con
una serie di merende che recuperano i cibi della tradizione. È un libro che dovrebbe essere adottato dalle scuole per promuovere i corretti principi della nutrizione.
“Occhio alle merendine” è un libro originale e coraggioso, che dovrebbe essere presente nelle cucine di ogni famiglia italiana, perché studiato e realizzato per la tutela della salute.
È un libro del quale confermano l’importanza gli articoli già usciti sulle più importanti testate nazionali (potete leggerli sul ns. sito sotto la voce Ufficio Stampa, scegliendo la cartella Rassegna Stampa).
OCCHIO ALLE MERENDINE, del Dr. Gabriele Buracchi,
Bracciali Editore, pagine 148 + CD, cm 18 x 23, prezzo € 18,00. Seconda ristampa.
In libreria o sul sito www.braccialieditore.it
BRACCIALI EDITORE – Via Campo di Marte, 20 – 52100 Arezzo – Tel. 0575 321369 – Tel. Port. 339 8199648
I libri di Paolo Pezzaglia a Monza, sala del Comune
ottobre 7, 2008

Se Dio è buono, allora perché?
agosto 9, 2008

ALTRI DÈI di Andrea B. Nardi
Se Dio è buono, allora perché?
Viaggio tra le dottrine che non credono nell’amore di Dio.
Eumeswil Edizioni
Finalmente un libro che risponde alla domanda fondamentale che tutti quanti ci poniamo per l’intera vita: se Dio è buono, allora perché consente il male?
Questo libro di Andrea B. Nardi è costituito da circa 143 pagine di introduzione e da tre pagine di libro vero e proprio. E, per quanto possa sembrare bizzarro, va bene così.
L’introduzione è, in sostanza, una serie di schede sulle diverse risposte date dall’umanità – prevalentemente, ma non solo, dall’umanità cosiddetta “occidentale”, ovvero “greco-mesopotamico-ebraico-cristiana” – a una domanda non da poco: se una divinità esiste, e se questa divinità pare pensabile solo come potentissima, magari onnipotente, e fondamentalmente orientata al bene, com’è che il mondo è pieno di male? Nardi non scheda tutte le soluzioni – ci vorrebbe un’intera biblioteca – ma certamente le più significative per noi e per il nostro tempo; e il testo ha il pregio della semplicità, sia d’esposizione sia di lessico, della precisione, e soprattutto della passione. Perché si sente bene, si vede bene, che per Nardi la questione è una questione vitale. Si sente bene, si vede bene, che Nardi non fa qui collezionismo teologico, ma cerca di capire con quali carte ci si gioca la vita: tutta la vita, anche eventualmente quella eterna.
Dalla risposta a questa domanda enorme, infatti, dipende la risposta a un’altra domanduccia: se la creatura sia libera o no (dico “la creatura” e non “l’uomo”, perché la domanda può essere posta non solo sull’uomo, ma anche sul mondo intero, o sulle altre creature quali gli angeli, i demoni, gli animali, i vegetali, i virus eccetera). Infatti, stringi stringi, pare che secondo buona parte delle tradizioni il male sia stato generato da un atto di libertà. Lucifero poteva starsene lì a lodare il dio in eterno: usò la libertà, e cercò fortuna in altro modo. Eva poteva astenersi dal frutto dell’albero proibito: usò la libertà, e convinse anche Adamo a usarla, con le conseguenze che sappiamo. È legittima quindi un’altra domanda: che relazione c’è tra la libertà e il male?
E qui si arriva, dopo le 143 pagine d’introduzione, alla sostanza del libro. A quelle tre paginette pudicamente confinate in “Appendice”, nelle quali Nardi scrive un’ipotesi di risposta alle tre domande di cui. Un’ipotesi appuntata, scrive Nardi, per un eventuale “futuro studio”. E l’ipotesi è, semplicemente: si è liberi solo se non si può scegliere.
Questo libro riporta, nelle prime pagine, una breve storia. Tre condannati, due adulti e un bambino, vengono impiccati. I due adulti muoiono in fretta, il bambino agonizza mezz’ora. Tra le persone costrette ad assistere allo spettacolo, una dice: “Dov’è dunque dio?”. E un’altra risponde: “È lì, appeso a quella forca”. Si può leggere questa storia nichilisticamente: il dio è morto, l’hanno impiccato, e buonanotte al secchio. Si può leggerla cristianamente, ricordando che Gesù disse: “Qualunque cosa avrete fatto a questi piccoli, l’avrete fatta a me”, e immaginando il dio tutto impegnato ad allestire per quelle povere persone il più confortante dei Paradisi.
Si può leggerla anche, e forse è il modo più misterioso, pensando che solo l’agonizzante, al quale più nessuna scelta può essere offerta, gode di una libertà paragonabile a quella che attribuiamo al dio.
Giobbe, privato di tutto e reso quasi agonizzante, fece cattivo uso della sua ultima residua possibilità di scelta: poteva interrogare, e scelse di interrogare. E fu così insistente e petulante da meritarsi uno dei più impressionanti cazziatoni di tutta la storia dell’umanità: il dio spostò una nube di qua e una nube di là, si affacciò dall’alto dei cieli, e disse: “Io sono il dio, e pertanto faccio quello che voglio. Chi sei tu per chiedermi conto?”. Mentiva, naturalmente, il buon dio, mentiva per bontà, per non terrorizzare Giobbe: egli, infatti, il dio, poiché è libero, non può scegliere, non ha nessuna scelta, e quindi nemmeno vuole, letteralmente, nulla. Onnipotente, ottuso e impavido abita nel cielo – e, per un amore incomprensibile, non abbandona gli umani.
Giulio Mozzi
La notte in cui il tempo non scorse
maggio 12, 2008
La notte in cui il tempo non scorse , Giacomo Solazzo
l protagonista di questa storia si troverà a dover fare, suo malgrado, un
tuffo nelle acque profonde di un passato che con prepotenza irrompe in un
presente………….
Una storia d’amore breve, ma abbagliante come la luce intensa di un lampo
nel cielo, si consumerà bruciante in un’atmosfera di bagliori e ombre, suspense
e mistero, in una notte ai confini della realtà….
NOVITA’ LETTERATURA PER GIOVANI -UN AUTORE VENTENNE SI RIVOLGE AI SUOI COETANEI
ROMANZO PER UN PUBBLICO GIOVANE – DA 15 ANNI
Distribuito CDA Bologna
Il nuovo libro di Romano Battaglia, “Incanto”
aprile 5, 2008
E’ stato presentato alla Capannina di Franceschi del Forte dei Marmi, con la collaborazione della Rizzoli Libri, e alla presenza del Sindaco Umberto Buratti e dell’Assessore alla Cultura Giuliana Cecchi, il nuovo libro di Romano Battaglia, “Incanto”.
Un libro che racconta di un momento incantato, quello della guarigione di Maria Rosa, la giovane donna, creatura fragile e profondamente depressa, che cerca conforto alle sue sofferenze ritirandosi a pregare in una chiesa.
“All’uscita, le viene incontro un cane, Melampo, che sembra invitarla a seguirlo e la conduce in un casolare isolato in aperta campagna in mezzo al grano.
Qui vive un anziano contadino che dopo aver ascoltato le pene della giovane con le sue parole di uomo a suo modo poeta e filosofo riesce a far ritrovare in un solo giorno la strada persa dalla giovane nel suo dolore per un amore perduto e a farle riconquistare la serenità.
Quando il giorno dopo la protagonista tornerà alla casa del suo ospite per ringraziarlo non troverà piu’ nulla”.
Cio’ che la donna ha vissuto è stato un incanto. Il contadino è stato il riflesso dei suoi sogni e desideri . Raffaele Morelli, il grande conoscitore dell’anima, ha illustrato l’ultima opera di Romano Battaglia, sottolineando quanta saggezza ci sia nella storia narrata, che peraltro è vera, nascendo da una storia vissuta e raccontata all’autore dalla protagonista stessa.
” Il disturbo della depressione che tanto affligge le generazioni di oggi, visto come patologia non da aggredire, né con i farmaci né con la psicoterapia – ha affermato – ma da “curare” con la saggezza della natura, delle cose semplici, delle parole piene di amore di un vecchio contadino”. Vecchio e saggio filosofo che forse è solo il desiderio inconscio della protagonista stessa di guarire, o forse è Dio. Un libro che si legge in un’ora, ma sul quale è obbligo fermarsi e riflettere. Un libro che ama la natura, le vecchie tradizioni, “dove gli occhi devono saper cogliere le cose inaspettate, in un mondo sempre piu’ artificiale dove le cose semplici sono sempre piu’ difficili da apprezzare”.
Letizia Tassinari


